Cosa s’intende per Nearly Zero Energy Building? Esiste una definizione a livello Europeo?

Gli Edifici a Energia quasi Zero (Nearly zero-energy buildings) hanno delle altissime prestazioni energetiche. La bassa quantità di energia necessaria per il funzionamento di questi edifici deriva principalmente dall’impiego di energie rinnovabili.
La direttiva sulla Prestazione Energetica nell’Edilizia (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive) richiede che tutti i nuovi edifici siano a energia quasi zero entro la fine del 2020. Tutti gli edifici pubblici devono esserlo entro il 2018.
In Europa abbiamo trovato una varietà di idee ed esempi di edifici a energia quasi zero. Ci sono esempi di programmi non-governativi che enfatizzano diversi aspetti (come ad esempio “zeroHaus”, “Plusenergiehaus©”, “Minergie©-A” o “Passivhaus”), così come programmi avviati a livello governativo che generalmente si focalizzano sull’efficienza degli edifici (per esempio, l’Istituto di credito per la ricostruzione tedesco – KfW – oppure Minergie© dalla Svizzera).
In generale, questi approcci mirano ad un bilancio energetico annuo che sia più o meno equalizzato. Le procedure di calcolo utilizzate sono differenti per le categorie di valutazione di base e non necessariamente in linea con gli standard previsti dalla direttiva EPBD: l’analisi delle definizioni prodotte ha rivelato diversi sistemi di misurazione (sito energetico e fonte di energia, emissioni di CO2), diversi limiti e tipi di equilibrio così come diversi metodi di normalizzazione.

Quindi il concetto di edifici a energia quasi zero può essere visto da due prospettive:
a) In termini di efficienza: ogni nazione definisce un valore consigliato da prendere in considerazione come nZEB. Ad esempio, nel caso della Svezia, il consumo non dovrebbe essere superiore a 40 kWh/m2 all’anno per una tipologia definita di edifici.
b) In termini di equilibrio definisce la quantità di energia prodotta dall’edificio o nelle sue vicinanze, comparato al suo consumo.
Il benchmarking tool si focalizza su questi due aspetti.

Per informazioni più dettagliate visitare la seguente pagina:
https://ec.europa.eu/energy/en/topics/energy-efficiency/buildings/nearly-zero-energy-buildings

Qual è la differenza tra nZEB e NZEB?

nZEB significa nearly Zero Energy Building (Edifici a Energia quasi Zero), e si sforza di avvicinarsi di un certo grado agli edifici a energia netta zero, che, in termini di equilibrio energetico, significa produrre un’importante parte di energia da fonti rinnovabili compensando il consumo reale.
Lo strumento di riferimento definisce l’nZEB in termini di equilibrio energetico come la produzione del 50% del totale dell’energia consumata nell’impianto o nell’edificio.

NZEB, significa Net Zero Energy Building (Edifici a Energia Netta Zero) e si ha quando l’energia prodotta dall’edificio e l’energia totale consumata sono in equilibrio.

In entrambi i casi, prima di produrre energia attraverso fonti rinnovabili, è necessario che l’edificio raggiunga l’indice di efficienza.

In un grafico a torta per rappresentare la distribuzione dell’utilizzo di energia, come si capisce cosa si riferisce al riscaldamento e cosa al raffreddamento?

Il grafico a torta del benchmarking tool diversifica solamente le fonti di energia (gas, petrolio, elettricità…). Tradizionalmente per generare calore si è bruciato gas o carburante, ma successivamente molte fonti di calore si sono affidate all’uso di elettricità come le pompe di calore.

Per avere un’idea più chiara di questo grafico a torta, in ogni edificio deve essere condotta un’analisi approfonddita su tutto l’impianto che genera aria calda e fredda.

El rati d’energia renovable (RER) pressuposa que el consum total d’energia no és renovable? No hi ha cap rati per mesurar quina part del consum d’energia és o no renovable?

El RER,tal com està definit en l’eina, mesura el percentatge del total de la producció d’energia renovable respecte el total d’energia consumida per la instal·lació esportiva, independentment de quina sigui la proporció d’energies renovables utilitzades per produir l’energia que es subministra.
Per tant el RER de l’eina, mesura el nivell de dependència del centre esportiu respecte a l’empresa de subministrament d’energia, des d’un punt de vista de sostenibilitat, portes en dins.
L’eina no té cap rati que mesuri l’origen (renovable o no) de l’energia subministrada per l’empresa de subministrament energètic. En la majoria de països europeus no és encara comú que les empreses de subministrament energètic donin el percentatge de renovables per la generació d’energia.

L’Indice delle Energie Rinnovabili (RER – Renewable Energy Ratio) presuppone che tutto il consumo di energia sia da fonti non rinnovabili? Non c’è un coefficiente che misuri quanta dell’energia consumata derivi o meno da fonti rinnovabili?

Il RER, come definito nel benchmarking tool, misura la percentuale della produzione totale da energie rinnovabili contro il totale dell’energia consumata dall’edificio o dall’impianto, laddove l’utilizzo di energia dell’impianto sportivo derivi da fornitori che producono energia da fonti rinnovabili e non rinnovabili.
Quindi, il RER nel benchmarking tool misura il livello di dipendenza dai fornitori, ma in modo sostenibile.
Lo strumento non ha alcun coefficiente per misurare l’origine dell’energia fornita dal fornitore. Nella maggior parte delle nazioni Europee non è ancora entrato nell’uso comune dei fornitori dare informazioni riguardo alla percentuale di energie rinnovabili presenti nel loro approvvigionamento energetico.

Nel caso in cui un impianto sportivo abbia un Sistema di produzione combinata di calore e di elettricità – CHP, come dovrebbe essere considerata l’energia prodotta da fonti non rinnovabili?

Questo tipo di energia non dovrebbe essere inserita nel RER, ma definisce per l’utente un livello di dipendenza sull’utilizzo di energia da un fornitore.

Il benchmarking tool ha un ultimo coefficiente, quello del nZEB, che calcola il livello di dipendenza dalla società che fornisce servizi, così può comparare l’energia totale prodotta (da fonti rinnovabili e non) con il consumo totale di energia.

Quali potrebbero essere le misure più consigliate da attivare per l’efficienza energetica in modo da raggiungere un livello il più vicino possibile al NZEB?

Le prime misure da attuare sono quelle che possano migliorare l’efficienza di tutti gli impianti dei centri sportivi: raggiungere l’efficienza delle pompe di calore, delle caldaie, dei frigoriferi e delle lampadine. L’isolamento delle tubature e delle pareti è un altro aspetto fondamentale per evitare la perdita di energia.

In parallelo, per raggiungere l’NZEB, dovrebbe essere installato un numero maggiore di impianti che producano energia da fonti rinnovabili.

Il benchmarking tool ha collegamenti a tutte le misure, sia per l’efficienza che per le rinnovabili, con esempi reali.

Quali sono i passaggi da seguire affinché gli edifici diventino nZEB?

Il primo passo è fare una diagnosi energetica dell’edificio, per identificare quali sono i sistemi e le apparecchiature meno efficienti.
Una volta identificati, si consiglia la consulenza di un esperto per fare un’analisi approfondita riguardo a quali misure dovrebbero essere adottate per ottenere il miglior risparmio attraverso un investimento redditizio.
Il consulente esperto può aiutare le strutture nel processo di approvvigionamento ed assegnazione, nonché nel trovare finanziamenti.
Una volta che le misure sono state attuate, è importante fare un controllo del risparmio, a tal fine una garanzia dovrebbe essere assicurata dall’azienda che ha attuato le misure.

Quale dovrebbe essere la documentazione del DH (Teleriscaldamento) e del DHC (Teleraffrescamento) per poter raggiungere l’obiettivo dell’nZEB?

Il Teleriscaldamento ha lo stesso ruolo di una società di servizi, ma invece di fornire elettricità o gas esso fornisce energia termica nella forma di acqua calda e/o fredda.
Lo strumento non fa differenza se la fonte di origine di energia sia o meno rinnovabile. Questo dato potrebbe essere preso in considerazione per un miglioramento dello strumento in futuro.

Come possono essere finanziati gli investimenti per ottenere un alto livello di nZEB?

Attualmente sul mercato esistono diversi modi per ottenere finanziamenti per progetti di efficientamento energetico.
Il crowdfunding è una delle soluzioni più pratiche sia per investimenti di alto che di basso livello.
L’ EPC, Energy Performance Contracting (contratti di prestazione energetica), è un ottimo strumento per finanziare progetti di efficientamento poichè il risparmio energetico è esso stesso una garanzia che ripagherà l’investimento.

Un alto livello di nZEB richiede un investimento elevato e dà allo stesso tempo un alto livello di risparmio energetico, che rappresenta una garanzia per recuperare l’investimento sostenuto.